Ho appena iniziato a leggere questo saggio e devo ammetter che sembra davvero ben fatto. Scende che è una delizia e mi sento di consigliarlo. 13€ ben spesi! In verità ero in libreria per prendere il libro di Gianfranco Fini “Il futuro della libertà. Consigli non richiesti ai nati nel 1989″, ma da una rapida letta ci ho trovato troppi luoghi comuni e troppe frasi apparentemente piene di senso, ma dopo aver applicato un minimo di cervello l’ho lasciato lì virando su Noam Chomsky, che mi sembra di ben altro calibro!

Le prime 63 pagine sono molto interessanti, ruota tutto intorno alla storia degli USA, che leggendo prende forma come un paese fortemente terrorista, violento e pericoloso, ma la lucidità di Noam schiva con grande maestria le banalità inside nella teoria del complotto.

Spunti estrapolati dal libro (new)

comunismo=fascismo

La terminologia di cui ci serviamo è carica di idealogia, sempre. Scelga un termine qualsasi: se ha un senso – se non si tratta di “e” o di “o” – in genere avrà due significati, quello dato dai dizionari e quello usato nella guerra ideologica. Per cui il termine “terrorismo” indica sempre quello che fanno gli altri. Del terrmine “comunismo” si presuppone che indichi l’ “estrema sinistra”: a mio parere, indica invece l’estrema destra ed è sostanzialmente indistinguibile dal fascismo.
[pag.66]

Non possiamo dire che gli Stati Uniti si comportano come i nazisti!

Uno dei principali studi sulla guerra fredda è quello intitolato Strategies of Containment, di John Lewis Gaddis: è l’opera più importante del più autorevole storico delle relazioni internazionali, per cui vale la pena di soffermarvisi un po’. Nel discutere un tema centrale come quello delle “strategie di contenimento“, Gaddis parte da un esame terminologico. Questo esame prende avvio da un’affermazione: è vero che il termine “contenimento” è dato per scontato, ma nonostante ciò, a prescindere dalla sua effettiva correttezza, è utile adottarlo come cornice generale e struttura della discussione. E la ragione per cui è giusto adottarlo è che corrisponde alla percezione e alla convinzione dei leader americani, i quali ritenevano che le loro fossero posizioni difensive nei confronti dell’ Unione Sovietica. Per cui, conclude Gaddis, poiché tale era la percezione americana, è giusto procedere nel quadro di questo schema di pensiero.
Supponiamo che qualche storico cercasse di fare altrettanto con i nazisti. Supponiamo che qualcuno scriva un libro sulla storia tedesca e dica: <<Insomma, capite, Hitler e i suoi consiglieri ritenevano che la loro fosse una posizione difensiva>>. Il che sarebbe assolutamente vero: la Germania per loro era “attaccata” dagli ebrei. Andiamo a vedere la letteratura nazista: la cultura tedesca doveva difendersi dal virus ebraico, da quel germe maligno che divorava a poco a poco il nucleo della civiltà moderna. […] Non è uno scherzo. Per sostenerlo, avrebbero argomenti migliori di quelli che abbiamo noi contro l’Unione Sovietica. […] Bene, supponiamo che qualcuno scrivesse un libro dicendo: <<Capite, i leader della Germania nazista erano convinti di assumere una posizione difensiva contro aggressioni esterne e interne; è vero che la nostra affermazione si presta a contestazioni, ma procederemo in base a essa e vi descriveremo come i tedeschi si siano difesi dagli ebrei costruendo Auschwitz, e come si siano difesi dai polacchi e così via>>. Se qualcuno cercasse di fare una cosa simile non ci prenderemmo neppure il disturbo di ridere: ma se si parla degli Stati Uniti questa è la sola cosa che si possa dire: non solo una simile posizione è accettabile, ma ogni altra posizione è inaccettabile.
[pag.67-68]

Uccidigli la crescita e mantienilo sotto controllo

Perché dobbiamo sbarazzarci dei sandinisti nicaraguensi? In realtà nessuno pensa che si tratti di una potenza comunista che si accinge a conquistare il nostro emisfero. E’ perché stavano mettendo in atto programmi sociali che cominciavano a funzionare e avrebbero attratto altri popoli dell’America Latina che vogliono le stesse cose. Nel 1980 la Banca mondiale stimava che al Nicaragua sarebbero occorsi dieci anni semplicemente per riportarsi al livello economico che avevano raggiunto nel 1977, a causa delle vaste distruzioni perpetrate nell’ultima fase del regno di Somoza. Ma nonostante questo, il governo sandinista del Nicaragua aveva avviato un certo sviluppo economico: stava varando programmi di sanità pubblica e di assistenza sociale, e le cose per la popolazione cominciavano ad andare meglio. Ebbene, questo fece squillare i campanelli dell’allarme a New York e a Washington, come sempre accade, e abbiamo, e abbiamo dovuto fermare quel processo di sviluppo perché lanciava un messaggio <<agli analfabeti e alla gente scarsa di cervello>> in altri paesi disperati come l’Honduras e il Guatemala, affinché facessero altrettanto. Si tratta di quella che gli strateghi statunitenti chiamano “teoria del dominio” o “minaccia del buon esempio”, che porterebbe ben presto allo sgretolamento di tutto il sistema di paesi dominati dagl Stati Uniti.
[pag.70-71]

Link

Noam Chomsky – Obama – Il male minore

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