Nuovo viaggio al centro di me stesso, la risposta che ho trovato è il titolo di questo post! Segue un testo che ho trovato in rete, mi sembra abbastanza buono come spunto di riflessione.

” Se ci fate caso molti eventi di cronaca nera hanno fra le cause scatenanti l’insopportazione del dolore emotivo. Ad esempio: lei lascia lui, lui l’ammazza e poi si uccide. Per amore. Questo avviene perchè ci stiamo disabituando a sopportare la sofferenza. Conseguenza logica visto che la società ci propina pillole per la felicità, ci fa credere che il male di vivere sia curabile in farmacia. Oppure, questa è meno grave, ma è stupida: c’è gente che non guarda i film drammatici per non angosciarsi. Non li guarda neanche se sono dei capolavori, quindi fuggono persino davanti alla Bellezza per timore di provare turbamento. Ma se non piangi, non senti paura, non ti bruciano le ferite, non t’immalinconisci, come fai a vivere? Anestetizzarsi l’anima è un non-vivere. Ma anche per quanto riguarda il dolore fisico stiamo messi male. Non si accetta più nulla, non si aiuta il corpo a lottare. Appena uno c’ha il raffreddore si piglia una Tachipirina. Appena ha un mal di testa, ecco il Moment. E ce l’ho pure con le donne incinta. In alcune tribù dell’Africa, ho visto una volta un documentario, le donne partoriscono in posizione da sedute, facendo scivolare il neonato verso terra sopra delle morbide foglie di cocco appositamente preparate prima. Queste donne partoriscono senza personale medico, anti-dolorifici, operazioni. Ed in silenzio. Al massimo fanno qualche gemito durante gli sforzi per espellere il bambino. ”

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