L’ultimo viaggio che ho effettuato con trenitalia l’ho pagato circa 100€ per coprire una tratta fondamentale per la decantata unità d’Italia, l’interesse di migliorare il mezzogiorno è stato dimostrato concretamente imponendo un prezzo altissimo sui treni, da sempre mezzo di comunicazione di massa tra nord e sud.

Trenitalia si comporta come un privato senza scrupoli dai nobili fini di fare profitto a ogni costo. Le garanzie che offre sono vere sulla carta, i prezzi alti restano reali invece.

Richiedere il Bonus-Rimborso per un disservizio/ritardo

Per richiedere il bonus (non danno più un rimborso in soldi) di un viaggio effettuato il mese scorso su cui ci sono stati diversi disservizi, questo è il messaggio che ricevo:

” Gentile Cliente, il viaggio da lei effettuato non ha diritto ad un Bonus per i seguenti motivi:
Non è stato possibile eseguire la richiesta. Evento non ancora elaborato (ERR-21). ”

Una maschera informatica che la dice lunga su quanto Trenitalia abbia voglia di concedere i Bonus-Rimborso. Quando questa maschera informatica non si manifesta, allora il messaggio recita che per pochi minuti non si ha diritto al bonus-rimborso.

Usare i punti fedeltà per richiedere i premi

CartaViaggio diventa CartaFreccia. Accumuli punti fedeltà, i punti hanno una data di scadenza. Se scadono i punti allora i premi li perdi. Se vuoi usare i tuoi punti per richiedere i premi, c’è un’altra maschera informatica che non ti permettere di ottenere ciò che vuoi.

Ho messo varie date, da domani ai prossimi 2 mesi, Trenitalia risponde sempre con il messaggio di errore: “Data partenza treno non valida”. Per quale motivo però non è specificato quindi non posso rimediare a questo problema.

Per attutire il colpo Trenitalia offre un po di fumo negli occhi con uno Speciale 48€, offerta valida fino a fine Febbraio.

Pratiche Scorrette

Delle pratiche scorrette adottate da Trenitalia l’AntiTrust aveva iniziato ad interessarsi, poi però il potere politico ha fatto si che tutto sfumasse in una gigantesca bolla di sapone. Secondo i giudici della I sezione del Tar, le pratiche commerciali contestate sono “idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio”, ma non c’è stato alcun provvedimento! La fregatura è stata pagata dai cittadini onesti, che in Italia stanno diventando sempre meno dato che onestà sta diventando sinonimo di stupidità grazie alla politica dei condoni.

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