Uno immagina che al corriere della sera ci siano persone competenti e che sia sempre stato così… poi però legge l’archivio storico e s’ammazza di risate!

Se non leggi non ci credi:

  1. archiviostorico.corriere.it/2000/novembre/20/Gli_hacker_preferiscono_italiane_ce_0_0011201139.shtml
  2. archiviostorico.corriere.it/2001/gennaio/29/Banche_lotta_contro_gli_hacker_ce_0_010129540.shtml

“Gli hacker, i pirati di Internet, sono entrati nei siti delle banche italiane. Li hanno defaced oppure cracked, come dicono loro: sfigurati, rotti.”

“Gli addetti ai lavori come Roberto Reymond, specializzati in sicurezza logica all’ Ibm (che fabbrica siti per le banche italiane), per spiegare quanto siano di fatto difesi nei sistemi i preziosi dati sensibili – cioè il nome e il cognome del cliente, con tutti i suoi quattrini e tutte le sue operazioni -, parlano di potenti ostacoli anti-intrusione: come «i cinque livelli d’ accesso» e i «muri antincendio» (firewalls).”

“Perché, anche se lo chiama col termine desueto di «calcolatore», ha imparato a usare il computer a 12 anni, senza possederlo (leggeva le riviste specializzate).”

“A 19 anni ha inventato un programma per configurare il Tornado e a 20 un software diventato leader in Germania, Austria e Svizzera . «Ero di quelli che pagano il canone – dice – però sanno trovare i punti deboli del sistema». Non è cambiato. Alessandra Puato”

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