Mi hai negato un altro diritto!

Con la Finanziaria 2010 hai reso sconveniente chiedere che sia fatta giustizia.

Se ricevo una multa e voglio esercitare il mio diritto a far giustizia perché si sono sbagliati a rilevare l’accaduto, devo pagare 40€!

E se poi avevo ragione, quei soldi non me li ridate! Ma che storia è!?

RICORRO AL GIUDICE DI PACE E PERDO
L’automobilista Mario Rossi, viene multato di 150 euro per passaggio con il semaforo rosso e decide di ricorrere al Giudice di Pace, versando i 30 euro di contributo previsti dalla normativa aggiornata, più gli 8 euro di marca da bollo. Il ricorso però non viene accolto e il Sig. Rossi viene condannato a pagare l’intero importo della sanzione. L’ulteriore conseguenza è che il Sig. Rossi non avrà il diritto di recuperare il contributo. Fin qui nessun problema.

RICORRO AL GIUDICE DI PACE E VINCO
Paradossalmente più complicato è ciò che accade se il Giudice di Pace da ragione a Mario Rossi. Quest’ultimo infatti non sarà tenuto a pagare i 150 euro di multa e avrà, in teoria, il diritto di recuperare i 30 euro di contributo versati anticipatamente (gli 8 euro di marca da bollo sono comunque persi). Il problema è di ordine pratico: a chi bisogna chiedere questi soldi? I 30 euro sono stati versati allo Stato, ma per il rimborso il Sig. Rossi dovrà rivalersi sul Comune che gli ha inflitto la sanzione annullata dal Giudice di Pace. Il che significa imbarcarsi in un iter legale-amministrativo molto complesso che difficilmente un cittadino normale è in grado di affrontare senza l’aiuto di un avvocato. Avvocato che naturalmente costerebbe più dei 30 euro e che non vale la pena coinvolgere a meno che non se ne voglia fare una questione di principio. Morale: anche se il Sig. Rossi vince, perderà probabilmente almeno 30 euro.

QUESTIONE COSTITUZIONALE
C’è poi un’ulteriore problematica sollevata dal magazine Automobilista.it e che farà sicuramente discutere. La richiesta del contributo unificato potrebbe ledere i diritti sanciti dalla Costituzione in tema di eguaglianza e difesa del cittadino per la tutela dei propri diritti. Infatti “con il ricorso a pagamento, ci sarebbe una disparità di trattamento tra cittadini: i non abbienti non potrebbero validamente proporre le proprie ragioni in sede giudiziaria”. Inoltre, secondo Automobilista.it, l’imposizione dei 30 euro da pagare anticipatamente rappresenta “un privilegio in favore della Pubblica Amministrazione perché non c’è parità della parti in contraddittorio, di cui all’articolo 111, secondo comma, della Costituzione”.
A supporto di queste tesi che potrebbero condurre facilmente all’eccezione di costituzionalità, c’è un precedente significativo. Nel 2004 il legislatore introdusse come condizione al ricorso al Giudice di Pace l’obbligo di versare un deposito cauzionale di valore equivalente a quello della multa. Ebbene, tale norma fu dichiarata incostituzionale per le stesse ragioni di cui sopra.

ALTRI EFFETTI COLLATERALI
E’ indubbio che questa norma rappresenta un potente dissuasore ai ricorsi al Giudice di Pace. Il legislatore non ha però considerato che a fronte di questo “beneficio” per le cancellerie dei tribunali, aumenteranno esponenzialmente i ricorsi al Prefetto, il cui accesso rimane gratuito per quanto chi perde un ricorso è condannato a pagare il doppio delle sanzione originaria. Se però le Prefetture verranno sommerse dai ricorsi, difficilmente saranno in grado di rispondere entro i tempi previsti dalla legge e le multe cadranno in prescrizione.

La situazione è evidentemente ingarbugliata, all’italiana, ed è pertanto destinata a subire evoluzioni di cui vi daremo notizia nelle prossime settimane.

http://www.omniauto.it/magazine/10701/multe-giudice-di-pace-si-paga

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