sfigatoEh si, è davvero sfortunato! Un avvocato, figlio di avvocato, ha avuto la strada spianata e tanti amici di famiglia, importanti, pronti ad aiutarlo. Non ha avuto la “fortuna” di vivere una vita “normale” come la stragrande maggioranza delle persone. Non ha avuto la “fortuna” di frequentare persone “normali” e non è a conoscenza di come funziona il mondo da quest’altra parte…

Tutto fiero ed incapace di percepire la differenza fra la sua vita e quella di noi altri, il viceministro se ne è uscito con la classica frasetta d’impatto che usano i manager improvvisati:

«Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale sei bravo e che essere secchioni è bello, perché vuol dire che almeno hai fatto qualcosa» – Viceministro del Welfare Michele Martone

Essendo un viceministro e non il classico scemo che si incontra al bar, voglio provare a prendere un po seriamente l’affermazione di Michele!

sfigato m sing

  1. (volgare)(poco usato) persona sfortunata
    • sei un povero sfigato ad essere stato interrogato tre volte in due ore!
  2. (volgare)(gergale) persona non accettata in un certo gruppo di persone
    • ma guardatelo, non è che uno sfigato
Un viceministro dovrebbe esprimersi in modo opportuno e non volgare, tanto per iniziare!
Secondo: uno studente in Italia è sfigato, ovvero sfortunato, a prescindere dall’età e dal suo titolo accademico conseguito. Uno studente italiano si trova infatti in un paese disastrato, governato da politici miserabili che si son spartiti le ricchezze dell’intera nazione, con università grossomodo mediocri in quanto amministrate da persone necessariamente appartenenti alla sfera politica.
Segue qualche esempio relativo all’università Milano Bicocca (1, 2, …).
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