segue un estrapolato non verificato

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La sigla SWIFT è un acronimo di “Società di telecomunicazione finanziaria interbancaria mondiale”. Da un punto di vista tecnico, si stratta d’un sistema automatizzato di pagamenti internazionali che si estende dal personal computer fino alle telecomunicazioni interbancarie. Dal punto di vista giuridico è una società anonima, detenuta dalle banche membri dei diversi paesi.

Fondata nel 1973 dai rappresentati di 240 banche di 15 paesi in vista della semplificazione e l’armonizzazione dei regolamenti internazionali è ufficialmente in funzione dal 1977. La società è registrata in Belgio (la sede e gli organi permanenti sono situati a La Hulpe, vicino a  Bruxelles) ed agisce in conformità alla legge belga. L’assemblea generale delle banche aderenti o dei loro rappresentanti (Assemblea Generale) è l’organo supremo della società. I rappresentanti delle banche dell’Europa occidentale e degli USA prevalgono al consiglio nazionale d’amministrazione della società. Le decisioni sono prese all’Assemblea secondo il principio “un’azione-un voto”. Le azioni sono attribuite in base alla quantità del traffico di messaggi. Gli USA, la Germania, la Svizzera, la Francia, il regno Unito possiedono il più grande numero d’azioni. La maggioranza dei regolamenti previsti dallo SWIFT sono cambiati (manco a dirlo) in dollari.

Dato che la parte del leone nell’ambito dei regolamenti e dei pagamenti internazionali è detenuta dal dollaro, tutte le transazioni passano per dei conti di corrispondenza che le banche dei diversi paesi hanno presso le banche americane. Queste ultime, a loro volta, hanno dei conti presso la Federal Reserve degli USA. Inoltre, la società SWIFT, nonostante formalmente sia solo un’organizzazione internazionale, si poggia sulla FED e tutto ciò senza che le banche americane abbiano una partecipazione maggioritaria all’interno della società. I server della SWIFT sono situati in Belgio e (indovinate) in USA. A metà dello scorso decennio la società SWIFT contava 780 istituti finanziari e bancari in oltre 200 paesi. Il flusso finanziario era stimato a 6 miliardi di dollari al giorno.

Nel 2006 scoppiò uno scandalo proprio sullo SWIFT. In breve la storia è la seguente :

Dopo l’11 settembre 2001, le autorità degli USA hanno ritenuto opportuno mettere tutte le transazioni monetarie del loro paese, e soprattutto le transazioni transfrontaliere, sotto controllo dei loro servizi di sicurezza. Lo scopo ufficiale era la prevenzione del finanziamento del terrorismo. Poco dopo l’11 settembre infatti la CIA entrò in contatto con la società SWIFT cominciando ad esaminare le informazioni inerenti i pagamenti entranti ed uscenti dagli USA. Su quale base giuridica internazionale la CIA poteva esercitare una tale sorveglianza svolta tra l’altro ad insaputa degli stessi membri della SWIFT e a detta di molti governi del periodo anche a loro insaputa? Nel Regno unito infatti si protesto a lungo per il fatto che la CIA avesse osservato milioni di informazioni bancarie inglesi in violazione al diritto britannico e alla convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Per poter giustificare in qualche modo il controllo della CIA sulle sue operazioni passanti per lo SWIFT, si tennero una serie di incontri a Washington tra la Società SWIFT ed un certo numero di organismi governativi americani, tra cui la CIA e l’FBI e la Federal Reserv. Si concordo di proseguire la cooperazione solo a condizione che Washington si conformasse ad un certo numero di regole. Esse comprendevano il rinforzo del controllo del ministero delle finanze degli USA e l’obbligo di attenersi esclusivamente alle transazioni per le quali c’erano dei veri sospetti di legami con enti che finanziano il terrorismo. La controparte americana ha promesso di non interessarsi ai dati meramente bancari legati ai crimini di altro tipo, ivi compresi le frodi o il traffico di droga.

Estratto da Russia.it

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