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Sogni un ballast esterno, altrove, non posizionato nel timer, come prima avevi supposto. Ti documenti e scopri che esiste davvero un mondo, altrove, lontano dal mammut con cui stavi giocando. Armato di tester ricostruisci il circuito elettrico eliminando il timer e affidando al ballast esterno le tue speranze. I pesci ti guardano armeggiare sulle loro teste molto incuriositi, si mettono comodi come al cinema e scodinzolano felici. Contatto! Il filtro filtra ma la luce ancora manca. Bypass e nuova prolunga…e la luce arriva…timida…e si spegne fiacca dopo poco. Un ronzio mi sussurra che il problema sin da principio era il ballast, danneggiato…vecchio…da curare, ma di cui si erano perse le tracce.

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Introdotto questo simpatico serpentello d’acqua dolce nel mio acquario, sono durati circa 12 ore.

4 Pangio, 2 acquistati al Moby Dick di Roma Parco Leonardo per 4€/cad. (prezzi alti e pesci ammassati, sconsigliato), 2 acquistati al negozio “sotto casa”, a 2€/cad.: identica fine.

Prendevano la rincorsa e provavano a buttarsi sotto la “sabbia”, ma io ho la ghiaia e restavano storditi per minuti, poi riprovavano più forte… ovviamente non ce l’han fatta.

Tornassi indietro e con più calma, forse avrei potuto inserirli diversamente.

Invece di 20 minuti con acqua mista in busta per prepararli ai nuovi valori chimici dell’acqua, avrei potuto impiegarci qualche ora (ma la voglia era tanta di vederli nuotare nella mia vasca).

Inoltre quando sono tornato a casa di ritorno dal negozio con i nuovi Pangio Kuhlii, per il mio acquario era appena diventato giorno, per cui ho ritardato solo di circa 30 minuti l’arrivo del “dì” e i Pangio si sono ritrovati in una vasca nuova e esposti per via della luce…immagino sia stato uno shock.

Fra un paio di giorni ci riprovo, questi pesci mi piacciono particolarmente.

Li acquisterò di sera, li introdurrò nell’acquario alle 23:00 appena nel mio acquario diventa “notte”, e così avranno una notte intera per adattarsi…

In rete consigliano di allevare i Pangio con sabbia o ghiaia, ma io sconsiglio la ghiaia dopo aver visto letteralmente 4 Pangio diversi schiantarsi al suolo…

Nell’acquario ci sono legni presi in natura e alcuni (i più grandi) li ho bolliti un po.

Piante varie, mezzo mattone e sassi presi in natura.

Costo dell’allestimento: 50€ usando Ebay Annunci per intercettare gente che svende cose a prezzi interessanti.

Ciao

Finalmente mi sono deciso a fare qualche foto all’acquario… direbbe qualcuno 😉

http://www.facebook.com/album.php?aid=236011&id=661482711

Tra le molte approssimative, forse qualche foto si salva…

ciao

Mangiatoia automatica Autofood 24 – distributore automatico di mangime per acquario. Acquistata su aquariumline.com a 14,20€ si è rivelato un buon prodotto. Nella confezione è presente una stilo AA con cui si alimenta (come per i comuni orologi da casa). Il timer gira e sopra si applicano dei supporti di plastica (fino a 6) che azionano una piccola leva che fa girare a 360° la mangiatoia posta sul retro ogni 24 ore. Il vano per il cibo è abbastanza grande, tra i 50 e i 100mg, ma con un dosatore di cibo spartano ma funzionale.

Acquistata sempre su aquariumline.com a 2,70€ una sala parto con divisorio per due pescioline incinte e vano sottoposto per divisione dai piccoli. Il divisorio è estraibile e diventa una vaschetta per una pesciolina con il doppio dello spazio.

Finalmente disponibile un video dell’acquario. La qualità è scarsa (cellulare mode). L’acquario è appena stato messo in funzione (filtro ancora parziale e luce). Ho dovuto creare una prolunga per portare la corrente sulla parete del salone e nascondere i fili in una canalina a vista. Ho anche dovuto togliere il riscaldatore perché il vetro era danneggiato (in fase di acquisto).

Nel video trovate i guppy, il pulitore ed il gamberetto. Ho appena messo nell’acquario una zucchina per fargli fare la cena 🙂

ciao

Ecco i valori dell’acqua di milano, divisa per zone:

www.metropolitanamilanese.it/h2o/files/docs/AnalisiAcqua.pdf

Dopo la mia prima esperienza con un 25l sono passato al Cayman 110, che di litri ne contiene ben 230!

Ora penso di lasciare il vecchio acquario al suo posto per separare un po di maschi dalle femmine e avere un minimo controllo sulle nascite, non proprio come si fa in Cina, ma qualcosa di simile. Il problema del sovraffollamento è che l’habitat di distrugge e con esso tutti i pesci. Per ridurre le nascite potrei anche tenere la temperatura più bassa o introdurre dei pesciolini più aggressivi e affamati, ma mi sembrano soluzioni un po al limite delle torture. La separazione dei sessi credo sia l’unica soluzione quando manca la possibilità di introdurre svaghi quali televisione e playstation.

Per variare un po la popolazione dell’acquario e far compagnia ai guppy pensavo di introdurre dei trichogaster (a destra), degli scalari (a sinistra) e un ancistrus del sesso opposto a quello che ho (ancora non ho capito di che sesso è).
Prenderò anche una decina di gamberetti per rendere piu’ variegato l’ambiente e far compagnia al gamberetto che già vive l’acquario da mesi.

Come allestimento ho pensato di riprodurre il fondale di un fiume che è l’habitat vero di questi pesci, alternando ghiaia classica e pezzi di terreno per la coltivazione di piante acquatiche più complesse, anche se non inserirò per ora un riscaldatore per le radici.
Fondale pietroso quindi alternato con rami coperti da muschi di java e se riesco anche un po di erbetta acquatica, molto gradita dai gamberetti.

Appena riesco negli intenti pubblicherò qualche foto, ciao ciao.

Nell’ultimo mese ci sono state un po di novità nell’acquario. Ho preso un pesce pulitore e due gamberetti. Per risparmiare qualche euro i gamberetti li ho presi sfusi da un ragazzo che li coltiva qui a milano 🙂

In acquario abbiamo sempre visto un solo gamberetto però, il secondo mai visto. Da qualche giorno non ne vedevamo più neanche l’ombra, ma visto che stasera una pesciolina incinta è morta, ne ho approfittato per dare una sistemata e con gran meravigla ho trovato un gamberetto bello rosso aggrappato a una pianta!

Vi presento il pulitore, un Ancistrus:

e i due gamberetti, che sono dei Red Cherry: