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  1. Non è possibile fare rifornimento di GPL in modalità Self-Service. Questo limita la fornitura solo quando il Benzinaio è Aperto. Di sera e di domenica molti distributori sono solo Self-Service, quindi in caso di lunghe percorrenze nel week end sarà necessario andare a benzina.
  2. In fase di acquisto di un auto GPL, si riceve in dotazione l’adattatore GPL. Ogni volta che si fa rifornimento, l’adattatore GPL dovrà essere fornito al benzinaio che lo monterà sul serbatoio dell’auto per fare rifornimento. Ma attenzione, non tutti i distributori di benzina hanno il GPL.
  3. Essendo necessario l’intervento di un benzinaio e l’installazione temporanea dell’adattatore, le code per il rifornimento GPL sono spesso lunghe e lente.
  4. La variazione dei prezzi del GPL ha un impatto notevole perché la quantità di litri che si acquistano è notevole; infatti mentre un’auto a benzina percorre mediamente 20km/l, un’auto GPL percorre mediamente 12km/l.
    Esempio pratico: per percorrere 1000 km con la benzina occorrono 50 litri, che al costo di 1.7€/litro, comporta una spesa totale di 85€. Per percorrere 1000 km con il GPL occorrono 83 litri, che al costo di 0.7€/litro, comporta una spesa totale di 58€. Sull’autostrada benzina e GPL costano circa 20 centesimi/litro in più, ciò comporta che per la benzina pagheremmo 95€ e per il GPL 75€. Dunque facendo rifornimento in autostrada il risparmio ottenuto con il GPL si riduce drasticamente da  27€ a 20€, che in percentuale rappresenta il 35% di perdita di convenienza!
  5. La vendita di auto GPL è in forte aumento, ciò comporta un aumento della richiestsa di carburante GPL, che si traduce con l’aumento del costo del GPL. Considerato il punto precedente, è ragionevole supporre una rapida riduzione di convenienza nell’usare il GPL.
  6. L’impianto GPL richiede manutenzione aggiuntiva, possiamo stiamre circa una spesa di 180€ l’anno,  che equivale a 15€ al mese di costo aggiuntivo.
  7. Le auto GPL in caso di imbarco devono essere dichiarate e devono presentarsi con il serbatoio GPL semi-vuoto.
  8. Le auto GPL con impianto antecedente al 2001 non possono parcheggiare nei parcheggi interrati. Nel caso in cui siano dotate di sistemi di sicurezza ECE/ONU n.67/01, ovvero impianti GPL successivi al 2001, allora possono parcheggiare solo nel primo piano interrato (decreto 22 novembre 2002 del Ministero dell’Interno), ovvero non possono parcheggiare negli eventuali piani interrati -2, -3, ecc.
  9. Negli ultimi 5 anni (da agosto 2009 a agosto 2014) il costo del GPL è passato da 0.55€/litro a 0.90€/litro ovvero c’è stato un aumento del 64%.
  10. Quando si parla di inquinamento spesso si parla di CO2 , in tal caso i dati sono i seguenti:
    – le auto GPL possono produrre tra 111 – 181 CO2 x km;
    – le auto benzina possono produrre tra 117 – 190 CO2 x kmSe siete preoccupati per il riscaldamento globale allora vi interessano i dati delle emissioni di CO2, e quindi considerati i dati precedenti, possiamo concludere che non c’è una differenza rilevante tra benzina e GPL e che esistono auto benzina che “inquinano” meno di auto GPL!

    Ma la CO2 altro non è che la composizione chimica dell’anidrite carbonica, ovvero il gas presente nell’acqua gassata e in tante altre bevande, e questo “dimostra” che non è un pericolo per la salute; il “vero” inquinamento è quello che ti uccide, ovvero quelle sostanze nocive prodotte dalla combustione del carburante, alcune sono: monossido di carbonio (CO), idrocarburi incombusti (HC), ossidi di azoto (NOx).

    Sergio Tarsiero nel valutare quanto inquina il GPL rileva che il GPL produce a bassi regimi 72 volte la quantità di CO, 19 volte la quantità di HC e 10 volte la quantità di NOx rispetto a un benzina, e che le proporzioni scendono col motore a 2500 giri, rimanendo comunque sfavorevoli.

    Le auto a gasolio le escludiamo a priori perché anche se producono poca anidride carbonica, soffrono del grave problema di produrre enormi quantità di polveri sottili e “ultra-sottili”/”non misurabili” (ancora più grave!), problema più volte sottolineato da Stefano Montanari, direttore Scientifico del laboratorio «Nanodiagnostics» di Modena. (vedi FAP o DPF)

    In ogni caso, il GPL è una miscela di gas butano e propano prodotto dalla raffinazione del petrolio. La sua produzione non genera inquinamento industriale ed ha un doppio vantaggio ambientale: il GPL non recuperato per l’utilizzo sarebbe inutilmente bruciato in testa ai pozzi o nelle raffinerie.

Siamo stati al Carnevale di Venezia. Il programma iniziava il 26 Gennaio, noi siamo andati nel periodo “clou”. Una delusione: poche maschere e assolutamente nessun accenno all’antico e fantastico Carnevale di Venezia.

Una macchina messa in piedi forse solo per “far soldi”.

Eravamo li nei giorni Mercoledì 6 Febbraio e Giovedì 7 Febbraio (Giovedì Grasso).

Le strade erano piene, in piazza San Marco c’erano molte persone e qualche mascherata, soprattutto sotto al portico, c’era anche uno splendido sole. Un palco ridicolo, costruito ed allestito con pessimo gusto, uno spettacolo forzato, improvvisato,  degno del palco. Sul palazzo alle spalle del palco un enorme striscione pubblicitario senza senso e completamente fuori contesto, tanto per demolire ulteriormente quelle sfumature di libertà di un tempo ormai passato.

Un gruppo di 5 turisti inglesi, mascherati, passeggiavano davanti a me e parlando tra di loro si chiedevano quasi imbarazzati come mai nessun altro fosse mascherato, si sentivano fuori luogo e non eravamo in periferia, ci trovavamo precisamente sulle scale del Ponte di Rialto.

Se decidete di andare nei prossimi anni, buona fortuna… e in ogni caso vorrei ricordarvi che esiste una maschera, la bauta, che era utilizzata durante il periodo del Carnevale, ma anche in altre feste, negli incontri galanti ed ogni qualvolta si desiderasse la libertà di corteggiare od essere corteggiati, garantendosi reciprocamente il totale anonimato. A questo scopo la particolare forma della maschera sul volto assicurava la possibilità di bere e mangiare senza doverla togliere.

Ulteriori approfondimenti: Wikipedia – Carnevale di Venezia.

Buon divertimento

Articolo utile per l’acquisto consapevole di un paio di occhiali! Vi spiegherò cosa è l’Alto Indice, il valore di Abbe, i materiali usati per la costruzione delle lenti, le loro caratteristiche e soprattutto i loro prezzi! Non fatevi fregare!


Da una recente indagine condotta sul mercato di Roma noto che la maggior parte degli ottici, quando ci si presenta per la richiesta di un nuovo occhiale, parte con la tipica frase:

“Bene, io farei sicuramente una lente ad ALTO INDICE!”

Bene? Ma bene un par de palle!

Insomma la tendenza è quella di dare subito per scontato che per non essere degli sfigati bisogna investire in qualcosa “di qualità” di ALTO INDICE!

Ma cosa significa ALTO INDICE?

Per moltissime persone, dopo aver dato loro una spiegazione sincera ed elementare di ALTO INDICE, significa pagare di più per una lente di minor qualità!

Per quanto i cataloghi di lenti oftalmiche sembrino criptici e dedicati solo agli addetti ai lavori, in realtà possono esser letti da chiunque!

I valori principali che troviamo sono:
Index; Material; Abbe, Gravity, Design

Index è l’INDICE è varia dai BASSI 1.5 agli alti 1.7 passando per i MEDI 1.6

Spesso gli ottici (nel nostro caso de Roma) tenderanno a parlare di ALTO INDICE proponendo una lente con Index 1.6 (CHE PERO’ E’ MEDIA!) Ma il Marketing si sa… predilige l’ALTO al MEDIO!

Immagino già uno slogan pubblicitario in stile Ryanair: “In un paese governato da un nano, distinguiti con un occhiale ad ALTO INDICE, qualità garantita dagli standard dell’ALTO ADIGE!”

Quando si parla di ALTO INDICE si evidenziano i vantaggi, ovvero si presenta una lente snella, leggera, alla moda… ma nessuno avrà la sincerità ed il coraggio di raccontare la verità, ovvero la perdita considerevole ed inevitabile della qualità della lente e della VISIONE!!!

Il valore di Abbe per i non tecnici indica proprio la qualità della lente intesa come concetti quali purezza, trasparenza, seppur non è corretta tale affermazione, diciamo che serve solo per capire a grandi linee di cosa stiamo parlando!

Per leggi fisiche che non stiamo qui a spiegare ne a dimostrare, è vero che “più è ALTO il valore di ABBE e minore sarà la dispersione cromatica e di conseguenza MIGLIORE sarà la QUALITA’ ottica.”

Considerate ora che le lenti con ALTO INDICE di rifrazione hanno un BASSO numero di ABBE, dunque sono di qualità INFERIORE!

Le lenti ad ALTO INDICE, dato che sono di qualità INFERIORE, riflettono molto la luce, (mi piace pensare che sono quasi degli specchi più che dei vetri) quindi il produttore applica sempre e comunque in fase di produzione un trattamento ANTIRIFLESSO!

A questo punto ora sapete che acquistando una lente ad ALTO INDICE si acquista una lente di bassa qualità, con il difetto nascosto ma PRESENTE e molto più costosa di un’atra lente a BASSO INDICE.

Facciamo ora degli esempi pratici!
Con una piccola variazione di INDICE (da 1.49 a 1.52) si ha una PERDITA di circa il 30% della QUALITA’, a causa della variazione di ABBE (da 59 a 43).
Una lente ad ALTO INDICE (1.7) ha una PERDITA di circa il 50% DELLA QUALITA’!

Riporto una tabella riepilogativa dei vari materiali usati per produrre lenti oftalmiche:

Materiale | Indice | Abbe
CR-39 | 1.49 | 59
Trivex | 1.52 | 43
Policarbonato | 1.586 | 30
Resina 1.6 | 1.60 | 41
Resina 1.7 | 1.70 | 36

A mio parere quindi il miglior compromesso sembrerebbe essere una lente a MEDIO INDICE, ovvero una lente costruita con la resina 1.6!

Ora parliamo di PREZZI!

Una lente CR39 costa 18€ + 15€ per il trattamento antiriflesso, totale circa 33€ per una lente!

Una lente di Resina 1.60 (con trattamento indurente + antiriflesso idro olofobico) costa 70€!

Una lente di Resina 1.67 (con trattamento antiriflesso idro olofobico) costa 87€!

Una lente di Resina 1.74 (con antiriflesso Idro Oleofobico) costas 125€

Il prezzo ci frega perché una differenza così abissale, ovvero da 33€ a 125€ per una lente cosa ci lascia pensare? Ci fa immaginare che ci sia una differenza di QUALITA’ legata al PREZZO! Incredibile! E’ invece il contrario di quello che pensiamo!!!

Producevamo in Italia e ne mangiavamo i frutti in casa, stavamo bene, il PIL cresceva, il tenore di vita migliorava.

C’era il partito comunista, c’erano gli operai in lotta e gli studenti incazzati: solo qualche decennio prima alcuni loro coetanei avevano scritto l’Italia.

Sprechi, abusi e ruberie si riuscivano a nascondere bene in quel caos, non pesavano molto sulla popolazione che nel frattempo era distratta dal proprio business, casa, macchina, televisione…

I ricchi divennero ricchissimi, a livello mondiale furono accumulate ricchezze inimmaginabili nascoste dentro complesse multinazionali, con poteri sovranazionali, svincolate dal volere dei popoli, sopra le leggi e sopra ogni altra cosa potesse ostacolare la loro volontà.

Complesse teorie venivano applicate per la salvaguardia del proprio potere. L’ Istruzione fu piegata alle loro esigenze, riscrissero la storia, i canali di informazione delle persone furono trasformati nei loro uffici stampa. Censura e violenza accompagnarono l’intero processo di salvaguardia.

I rappresentanti, dei popoli più ricchi del mondo, furono invitati a sedersi a tavola per discutere le modalità di semplificazione del controllo globale. Nasce l’Europa con l’idea di costituire un’alternativa, nelle scuole è stata pubblicizzata tanto e come per magia, in un passaggio generazionale i bambini nascono e crescono già europei.

Nei giorni del G8 gli ultimi ribelli vengono massacrati ed eliminati dalla scena. C’erano suore e preti in piazza, insieme a atei e musulmani, ricordo che c’erano tutti in piazza, come nel movimento partigiano, c’era la Chiesa, ex fascisti, comunisti, operai ed imprenditori, donne e bambini atei, omosessuali, c’erano tutti nel movimento partigiano come c’erano tutti in piazza contro il G8!

Arrivano le prime leggi comunitarie. I capi dei governi per arricchirsi personalmente possono violare le leggi internazionali e comunitarie, il popolo espropriato dei propri diritti e della propria autonomia viene spremuto in nome della democrazia ormai morta, e deve pagare le multe nazionali direttamente al potere centrale comunitario.

Le ultime risorse che erano rimaste nelle mani del popolo furono strappate via con leggi elettorali e leggi nazionali di privatizzazione per impedire che il popolo potesse svincolarsi dalla morsa. Risorse preziosissime per la sopravvivenza del genere umano, come l’acqua, si trovano spesso a prezzi gonfiati del 3000%, gestiti dalle mafie con il benestare dei governi.

C’era ancora un briciolo di ricchezza da estirpare. Inizia la fase della crisi finanziaria. Lo spauracchio dello spread inizia a girare in televisione e sui giornali. I cartelloni pubblicitari cavalcano l’onda emotiva delle persone ormai in seria difficoltà per proporre di svincolarsi dalla crisi tramite superbi finanziamenti, prestiti a tassi bassi, la matematica inizia ad essere usata per ingannare la gente, “Tasso zero“, taeg e tan in percentuali diverse, su un anno a cadenza mensile, non paghi nulla, esci dalla crisi praticamente  gratis. Il popolo inizia ad indebitarsi e pian piano perde anche la casa che era riuscito a comprare durante gli anni d’oro.

La parola gratis vola al primo posto della top 10, sui motori di ricerca. La gente si sposta dai vecchi mezzi di comunicazione ormai completamente assuefatti e monopolizzati dal potere, verso internet, una rete di comunicazione nuova e ancora libera, forse difficile da controllare e da imbrigliare.

I governi più spaventati come la Cina adottano subito una censura che si vede, tangibile, i governi più complessi come gli USA o anche l’Italia, provano ad introdurre nello “Stato di Diritto” paragrafetti viziosi per iniziare a sperimentare una censura più complessa. Per ridurre al minimo il potenziale rivoluzionario rappresentato da Internet, una risposta concreta arriva  dai grandi maestri del marketing: trasformare la tecnologia in gioielli, snaturare l’informazione per trasformarla in un concetto di bellezza.

Viene reinventato il computer, diventa piccolo, funziona poco e con tante limitazioni ed il prezzo va alle stelle. Non avere il nuovo gingillo tecnologico significa essere un pezzente e così parte la corsa ai supermercati. Recenti
articoli di cronaca raccontano di veri e propri assalti ai centri commerciali, che nel frattempo hanno spazzato via i piccoli negozi, ed i negozianti ed i loro figli che rappresentavano la media borghesia nel frattempo sono diventati commessi part time, precari, stanchi e senza più la forza neanche di urlare, figuriamoci di organizzare una rivoluzione.

I prezzi lievitano a vista d’occhio, le case non si riescono più ad acquistare, si vive in tanti sconosciuti in una casa sola, le automobili non si riescono più a vendere, il pane vien venduto a 5€ al kg e 5€ è la somma di denaro che ti promettono in cambio di 1 ora di lavoro, che poi non c’è e quindi devi essere fortunato per trovarlo.

Quando trovi un lavoro lavori, ma a fine mese non sempre ci sono i soldi per pagarti. Dicono ci siano problemi di liquidità. Non siamo falliti, stiamo ancora in piedi tecnicamente, ma non si trovano più i soldi. Chi li ha presi? Dove sono?

Le banche sono pronte, tutte allineate in in attesa del segnale, un piccolo segnale dall’alto, pronte a chiudere e a spostare in una notte soltanto tutti i capitali del popolo, tutti i risparmi, tutti i sacrifici, tutti i sogni e le speranze, in un qualche paradiso, fiscale, difeso con le armi, con le leggi e con la forza del popolo stesso. Una strategia vincente, geniale. Impeccabile!

Ho solo l’invidia di non essere stato io ad aver avuto un’idea e gli strumenti necessari per attuare una mossa del genere.
Avete vinto. Bella partita.

** UPDATE ** circa dal 12 luglio alle autorità è stato notificato questo sito di truffa. Ad oggi 14 novembre continuano ad arrivare commenti di persone truffate. A questo punto mi viene da pensare che in qualche modo le autorità siano complici di questa truffa!

Sito: http://www.techmaniashop.it

Riferimenti riportati da loro:

Tech Mania Compra On-line
VIA ZAGANELLI N 6
48024 MASSA LOMBARDA RA
Tel: +39 05441960268
Fax: +39 05441960268
E-mail: info@techmaniashop.it, techmaniashop@hotmail.it

Esca: Annuncio fittizio su subito.it come privato, risponde poi all’email con un annuncio aziendale

PAGAMENTI: In fase di pagamento di un bene, dal sito si richiede il pagamento tramite ricarica PostePay alle seguenti coordinate

NUMERO CARTA: 4023-6006-1995-2247
CODICE FISCALE: MLLRRD66L24Z107J
COGNOME E NOME: MOLLA RICARDO

Dal codice fiscale è possibile risalire al comune di nascita che è DANIMARCA (z107).

 I prezzi di vendita sono notevolmente sottocosto:

http://www.techmaniashop.it/dettagli.asp?sid=89701493620120712164412&idp=167&categoria=

Feedback: non ci sono feedback online

Dati incongruenti:

Dalla pagina http://www.techmaniashop.it/azienda.asp?sid=89701493620120712164412 si legge

Ottobre 1999: Lo start up di un modello di business unico: “la tecnologia alla portata di tutti”. Elementi differenziali rispetto alla concorrenza di riferimento determinano da subito il successo della formula: dimensioni, assortimento, prezzi dichiarati, servizio. ”

“Tech Mania Compra on-line è la divisione e-commerce del gruppo Mediamarcket. E’ presente in internet con il portale di e-commerce dal novembre del 1999. ”

Ottobre 1999?

Mediamarcket? Con la c? 🙂

Furto di caschi nel bauletto della moto. Da polizza (Furto + Assistenza Stradale Plus)  ho diritto al risarcimento.

1) Chiamo Genialloyd Ufficio Sinistri per denunciare il furto. Attesa di 2 minuti per parlare con l’operatore, non sanno bene di cosa parlo e mi chiedono di chiamare Mondial (0226609333).

2) Chiamo Mondial (0226609333). Attesa di 2 minuti,  non sanno bene di cosa parlo, leggono al volo la mia polizza e alla fine mi chiedono di chiamare Mondial Assistance (0226609504) e di dirgli che “nella voce in polizza Altro In Viaggio si cita Contributo spese riacquisto casco rubato in viaggio. Capitolo 6.3.22”.

3) Chiamo Mondial Assistance (0226609504). Attesa di 10 minuti, sanno di cosa parlo, per poter denunciare il furto devo mandare la raccomandata. Gli dico che non ho voglia di pagare e di dover fare anche la fila alla posta per usufruire di un mio diritto e così mi dicono che posso andare sul sito http://www.ilmiosinistro.it

4) Vado sul sito http://www.ilmiosinistro.it e mi registro, compilo il modulo con i dettagli e lo invio. Una email mi notifica che sarò ricontattato fra qualche giorno.

5) Resto in attesa…

Questo servizio è pensato per persone che sono in viaggio e che subiscono un furto/danno e che dunque hanno bisogno di una risposta tempestiva!

(Sabato e Domenica anche per questo servizio extra gli Uffici sono chiusi)

Aggiornamento

6) Il 22 luglio chiamo Genialloyd e li minaccio di mandargli una lettera di messa in mora e diffida, mi dicono che solleciteranno immediatamente Mondial Assistance.

7) Il 23 luglio Mondial Assistance mi manda un’email (from: quality@mondial-assistance.it) dicendo:

facciamo seguito alla sua comunicazione, trasmessaci dalla spettabile Genialloyd Spa. Alla luce degli elementi portati alla nostra attenzione, siamo sinceramente dispiaciuti per le difficoltà che ha incontrato”  bla bla bla

Se lo preferisce, può provvedere alla richiesta di rimborso via posta, inviando una breve descrizione dell’accaduto e la ricevuta di pagamento in originale, unitamente alle sue coordinate bancarie, al seguente indirizzo: Aga International SA – CP 1115 – Via Cordusio 4, 20123 Milano.” bla bla bla

Per maggiori informazioni, potrà anche contattare direttamente l’ufficio liquidativo all’indirizzo e-mail RSM@mondial-assistance.it.

8) Il 30 luglio spedisco i documenti richiesti via posta

9) Resto in attesa…

10) Il 22 agosto (dopo 3 settimane di attesa!) non ho ancora ricevuto riscontro. Mando allora un’ email a Mondial Assistance Quality eda RSM per sollecitare il rimborso e avere un riscontro circa lo stato della pratica.

11) Chiamo il numero “02-2660504, la cui diretta competenza è fornire indicazioni e supporto in merito alle richieste di rimborso.” non mi risponde mai nessuno, poi scopro che chi ha scritto l’email ha commesso un errore perché il numero corretto è 0226609504!

L’operatore mi dice che 3 settimane di attesa sono poche, “i tempi protocollari” sono di 30-40 giorni lavorativi e quindi devo aspettare, anche perché ora è un periodo che la gente è in ferie.

12) Invio un’email ai Responsabili Genialloyd e alle strutture di compentenza sollecitando il romborso ed evidenziando il loro comportamento poco professionale, la comunicazione mediocre ed i tempi di attesa inammissibili.

13) Resto in attesa…

14) Altre telefonate e altre email… alla fine mi è giunta una risposta via PDF da parte dei responsabili in cui mi dicono che è stato aperto un ticket finalmente, mi danno un codice di tracciamento e mi segnalano che il pagamento sarebbe arrivato da lì a qualche giorno… e così è stato! Fine agosto primi di settembre ho finalmente avuto la disponibilità dei MIEI soldi!

Studio Dermatologico di via Vittoria Colonna 18, 00193 Roma

Ci sono stato. Ho sfruttato l’offerta Groupon:

39 € invece di 150 per una visita dermatologica con mappatura dei nei in epiluminescenza e rilascio referto fotografico

Secondo me è stata una fregatura, mi ci son trovato proprio male.

La visita è durata credo complessivamente 3 minuti, rapida ed approssimativa.

Quando ho chiesto maggiori dettagli su delle questioni dermatologiche, mi han risposto che non è una visita dermatologica ma solo una visita dei nei. La visita dei nei è durata 15 secondi, con una lucetta frettolosa puntata solo sui nei più grandi e in bella mostra. Non c’è stata una ricerca approfondita dei nei, chiedeva a me dove erano… ma che ne so… mica mi posso guardare dietro la schiena… sei tu il medico!

Alla fine non mi ha rilasciato ne il referto fotografico ne la fattura. Andava di fretta e parlarci è stato difficile, sfuggiva con lo sguardo, parlava veloce in modo quasi incomprensibile e sembrava irritato ed in ritardo … e non c’era nessuno fuori, nella sala d’aspetto!

Feedback molto negativo!