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Per testate giornalistiche si intendono quei vecchi giornali obsoleti e a volte cartacei, che scrivono in stile bimbo-minkia, e che ti fan venire la voglia di colpire il muro con la testa!

Ecco cosa (e come) scrive il Corriere della Sera:

Si chiama Remote Code Execution, si legge come un “buco” in Internet Explorer […] che permette a eventuali cyber-criminali di prendere possesso del computer infettato e agire esattamente come se ne fossero i legittimi utilizzatori. Perché questo accada, ovviamente, bisogna prima abboccare a un amo di Phishing, […] che di fatto risucchia le informazioni necessarie a entrare nel sistema. Microsoft ha annunciato di stare correndo ai ripari per tappare la falla scoperta nel weekend dalla firma della sicurezza FireEye.

[…] questa operazione criminale – che sarebbe stata chiamata “Clandestine fox” – sarebbe stata strutturata da un gruppo ben preciso proprio per attaccare “aziende legate ai settori della difesa e finanziario”.

Nessuna preoccupazione dunque per i singoli navigatori, anche se sarebbero in molti gli “hacker” che stanno correndo per scoprire – o magari comprare nei mercati “sotterranei”, come racconta il Financial Times – questa nuova “debolezza” nel software di Redmond (che fa parte del gruppo denominato “Zero days”, perché mai utilizzate finora) e sfruttarla prima che Microsoft ci metta una pezza. Pezza che, è bene ricordarlo, […] non rilascerà per le Windows Xp in quanto il sistema operativo è andato in pensione […].

Fonte: http://vitadigitale.corriere.it/2014/04/28/falla-zero-days-su-internet-explorer/

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La vita ha questo di strano: che se non vuoi accettare altro che il meglio, molto spesso riesci a procurartelo – W. Somerset Maugham

William Somerset Maugham (Parigi, 25 gennaio 1874 – Nizza, 16 dicembre 1965) è stato uno scrittore commediografobritannico, famoso per il pessimismo acre e freddo, l’ironia crudele e cinica, con cui flagellava inesorabilmente i vizi e la follia degli uomini, e soprattutto delle donne, in una visione del mondo piuttosto cupa, ma dotata anche di senso d’umanità.

Da Wikipedia:

“La King’s School, Canterbury, dove William trascorreva l’anno scolastico, fu un vero inferno, dove lo prendevano in giro per via del suo cattivo inglese (la sua prima lingua era il francese) e per la statura bassa, che aveva ereditato dal padre. È in questo periodo che Maugham cominciò a balbettare, un disturbo che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita, anche se si manifestava in modo sporadico, a seconda dello stato d’animo e delle circostanze.”

“A Maugham non era permesso perdere la calma o mostrare le proprie emozioni in alcun modo. Era un bambino tranquillo, riservato ma molto curioso, e il suo rifiuto delle emozioni altrui era tanto rigido quanto il rifiuto delle sue proprie emozioni.”

“L’influente critico e romanziere Theodore Dreiser però venne in soccorso del romanzo, parlandone come dell’opera di un genio e paragonandola a una sinfonia di Beethoven. Questa recensione diede al romanzo la spinta di cui aveva bisogno e da quel momento il romanzo non ha mai smesso di essere ristampato. Il libro era palesemente autobiografico.”

Gli ultimi film:

  • Una notte per decidere (2000) con Kristin Scott Thomas e Sean Penn, diretto da Philip Haas. Tratto dal racconto breve Up at the villa.
  • La diva Julia (2004) con Annette Bening. Tratto dal romanzo omonimo.
  • Il velo dipinto (2006) con Naomi Watts e Edward Norton. Tratto dal romanzo omonimo.

Trailer – Il velo dipinto

Libri di maggior successo:

Ho ripreso la lettura di questo… saggio, fantastico! A differenza di quel che possa sembrare, non richiede moltissima attenzione. I paragrafi sono ben definiti e si riprende rapidamente il discorso se si perde il filo. Grazie alle immagini, l’inizio scorre rapidamente così da rimanere ben agganciati. 19€ ben spesi e ringrazio il professor Onnembo (Abele) per avermene parlato ai tempi del liceo. Ero in libreria con mia madre quando mi è balzato davanti, non capita spesso di incontrarlo, occorre frequentare librerie di un certo tipo 😉

Tutto il libro si basa su vari concetti matematici (es: Anelli) per spiegare come mai il “cane si morde la coda” con un sottofondo musicale 😉

La prima annotazione di ciò che mi ha colpito è la seguente, si parlava degli insiemi auto-ingerenti:

Esiste la matematica noiosa… e la Matematica interessante

“Qualcuno potrebbe difendere teorie del genere (ndr. teoria dei tipi) dicendo che con esse ci si proponeva di regolamentare soltanto i linguaggi formali, non il linguaggio comune non formalizzato. Può darsi; ma allora si dimostra che queste teorie sono del tutto accademiche e dicono ben poco a proposito dei paradossi, salvo quando questi saltano fuori in sistemi speciali, fatti su misura. Senza dire che la volontà di eliminare i paradossi a tutti i costi, specie quando ciò richiede la creazione di formalismi decisamente artificiosi, dà un peso eccessivo alla mera coerenza, mentre ne dà troppo poco alle stranezze e alle bizzarrie che rendono interessanti la matematica e la vita.” [pag.24]

Stupenda! Si respira aria di poesia!

http://www.nessundove.net/in-via-del-pellegrino-giri-pagina-e-cambi-mondo/

Libro: Capire il Potere
Autore: Noam Chomsky (professore emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology)
Pagina: 218

L’Italia era un problema particolarmente spinoso perché li la resistenza antifascista era fortissima, estremamente popolare e rispettata. […]

La resistenza italiana era talmente forte che in pratica aveva liberato da sola l’Italia del Nord e teneva bloccate sei o sette divisioni tedesche; il movimento operaio era molto organizzato, con un forte appoggio da parte della popolazione.

Quando gli eserciti americano e britannico arrivarono al Nord, furono costretti a rovesciare il governo che era già stato insediato dalla resistenza in quelle regioni e a sabotare i numerosi progressi fatti verso il controllo operaio delle industrie. E rimisero al posto di comando i vecchi padroni, dal momento che la rimozione di questi collaboratori del fascismo era stata una “destituzione arbitraria” dei legittimi proprietari: usarono proprio questa espressione. Quindi sabotammo anche le procedure democratiche perché era evidente che le elezioni successive sarebbero state vinte dalla resistenza e non dagli screditati conservatori. In Italia c’era il pericolo che vincesse la democrazia – il governo statunitense la definiva tecnicamente “comunismo” – e come al solito bisognava impedirlo.

[…] Invece in Italia fu sufficiente organizzare forme di sovversione, compito che gli Stati Uniti presero molto sul serio. Così abbiamo fondato logge massoniche di estrema destra e gruppi paramilitari terroristici, abbiamo riportato i crumiri e la polizia fascista, gli abbiamo tolto il cibo, abbiamo fatto in modo che la loro economia non funzionasse.

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In breve continua dicendo che:

  • Il Consiglio di Sicurezza degli Stati Uniti valutava se dichiarare emergenza nazionale qualora in Italia avesse vinto il comunismo mediante elezioni democratiche
  • George Kennan, reputato uomo dal grande spirito umanitario, riteneva che l’Italia doveva essere invasa per evitare le elezioni
  • Gli Stati Uniti hanno resuscitato la mafia perché avevano bisogno di uomi grossi e senza scrupoli disposti a spezzare le gambe a coloro che promuovevano gli scioperi. La mafia infatti era stata rasa al suolo nel periodo fascista in quanto i fascisti non gradiscono la concorrenza
  • In Italia gli Stati Uniti hanno collaborato con il Vaticano per attività clandestine, infatti il “macellaio di Lione” Klaus Barbie è stato fatto evacuare attraverso la “rotta dei topi” (gestita dal Vaticano) verso l’America Latina

Aggiunto alla lista dei libri da leggere (e comprare):

L’anello_di_Re_Salomone

Capitoli che mi suscitano interesse:

  • Una cosa che non fa danni: l’acquario
  • Due predatori nell’acquario
  • Sangue di pesce
  • L’anello di Re Salomone

” Gran parte degli autori di I Simpson ha una formazione scientifica, ragion per cui gli episodi sono costellati, addirittura intrisi, di riferimenti ai traguardi della ricerca e all’attualità tecnico-scientifica: nucleare, emergenza rifiuti, psicofarmaci per bambini, Viagra, OGM, missioni spaziali. C’è persino il dibattito tra evoluzionisti e creazionisti. Se non bastasse, spesso (ed è proprio il caso di dirlo: volentieri) scienziati famosi si sono prestati a feroci caricature animate. ”

IBS

” Dopo aver letto questo libro non ne sapremo di più in fisica, matematica o in qualsiasi altra disciplina, afferma Malaspina. Tuttavia, La scienza dei Simpson rappresenta una lettura che, oltre a essere piacevole, promette effetti collaterali interessanti. In realtà, più che di scienza e tecnologia, il libro tratta del rapporto scienza/società attraverso lo specchio di un cartone animato colto e che potremmo definire “per adulti”. Non nel senso sexy del termine (anche se si parla di viagra e contraccettivi), ma piuttosto perché mette a fuoco una collezione di atteggiamenti radicati e pregiudiziali su questioni molto controverse e delicate. I Simpson stanno alla società statunitense contemporanea, e quindi in buona misura anche a quella europea, come Alberto Sordi in qualche modo era il campione di quella italiana del dopoguerra e del boom economico: una carosello di difetti, egoismi, grandi e piccole meschinerie conditi con molta umanità. Ma i Simpson sono una famiglia (dove si obbedisce alle leggi della termodinamica, come sostiene il capofamiglia Homert), una costellazione di personaggi che mette a nudo gran parte delle crudeli e affettuose relazioni familiari.
Ma ecco quali sono gli effetti collaterali dichiarati: intensificazione dello scetticismo, aumento dell’indice d’approccio critico, esercizio del pensiero libero, ma anche la soddisfazione di qualche piccola curiosità scientifica, come quella delle apparizioni subliminali di formule di complessi teoremi (come una quasi soluzione dell’ultimo di Fermat). Malaspina ci svela con gusto questi retroscena scientifici-tecnologici e ci informa che non a caso gran parte degli autori dei Simpson ha una formazione scientifica, come Al Jean e Keen Keeler, George Meyer, Jeff Westbrook, David Cohen e Matt Warburton, tutti laureati a Harvard, alcuni con tanto di PhD, rispettivamente in matematica i primi due, biochimica, neuroscienze e gli ultimi due in fisica. E l’elenco non è certo completo.
I Simpson, che secondo l’astrofisico Stephen Hawking è il miglior programma mai trasmesso in televisione, non perdono quasi mai l’occasione di affrontare le emergenze scientifico-tecnologiche tipiche della nostra epoca, spesso con largo e pionieristico anticipo: da quella ambientale a quella energetica, dal problema dell’alimentazione e della dieta in una società ormai oppressa e manipolata dalla pubblicità (Super Slurp, uno sciroppo dal tasso glicemico ipervertiginoso), a quella dei farmaci (psico ma non solo) per adulti e piccini, dall’energia nucleare (Homert lavora nella centrale di Springfield, il piccolo mondo dei Simpson) al dibattito evoluzionisti/creazionisti. Niente da dire, si tratta di un bello spaccato d’umanità evoluta nei consumi, ma in piena fase involutiva negli atteggiamenti e nelle relazioni.
I Simpson, anche se è un prodotto statunitense, saranno certo molto apprezzati dai responsabili del progetto Earthwake (www.earthwake.eu), finanziato dalla Commissione europea, che si occupa di come scienza e tecnologia siano trattati fuori dai programmi tv tradizionalmente delegati a questo compito, come i documentari e i magazine televisivi di divulgazione.
Marco Malaspina ci accompagna in un viaggio scienza-società con competenza e con l’entusiasmo di un fan che non rinuncia però all’atteggiamento critico. Val la pena leggerlo, questo libro, perché è divertente (e val sempre la pena di divertirsi) e perché ci aiuta a “leggere” la tv da un altro punto di vista. “

Pino Zappalà

Potete sfogliare il libro gratis su Google Books

Quello che segue è un commento di un utente… che ha descritto precisamente la modalità con la quale ho comprato il libro di cui parla 🙂
Incredibile! Ciao.

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Ora vi dico perchè questo libro vi piacerà e perchè state leggendo il mio metacommento.
state gironzolando in libreria a casaccio. guardate i romanzi, storcete il naso perchè

1) le nuove uscite sono veramente idiote, e voi cercate qualcosa di stimolante e allo stesso tempo “colto”;

2) i romanzi classici non vi attirano, anche se sono scontati dal 30 al 50%

Ssemplicemente state cercando qualcosa di intermedio, e né l’ultimo romanzo di un Savage nè lo Sthendal di 200 anni fa vi attirano granchè. saprete già di partenza che abbandonerete il libro appena acquistato dopo pochi capitoli, e che passerete, in perfetto stile “soddisfazione-inappagata-quanto-aveva-ragione-Schopenhauer”, ad altra tediosa lettura. “Infine Jest” di Wallace vi guarda minaccioso dal comodino di casa vostra, e così pure il segna-libro ammuffito all’incirca a pagina 150. ma torniamo per un attimo in libreria. bene, siete “scazzati”, di romanzi troppo o troppo poco impegnativi non avete voglia, dunque passate a qualcos’altro. date un occhio alla filosofia o a storia. Heiddeger vi fa scappare, i fatti storici sì, ma…ma boh, insomma. comunque niente romanzi: avete capito che volete qualcosa di un po’ diverso, ma non roba astratta tipo filosofia e nemmeno così concreta tipo storia. andate avanti, dunque, e sono passate almeno due ore.

Ad un certo punto arrivate alle sezioni scientifiche, dove ci sono libri scritti da autori abbastanza particolari (Fritjof Capra, Jared Diamond, Candance Pert, Stephen Hawkins e diversi altri) e che sono abbastanza accessibili dalla gente “normale”.
arrivate al punto cruciale: vi imbattete in ‘sta roba enorme e voluminosa: “Godel, Escher, Bach“. che è questo coso?, vi chiedete. lo sfogliate: disegni, Achille e una Tartaruga che blaterano di non-so-che. date un occhio alla trama: non c’è. sembra figo, non è che costi tanto, ma non si capisce assolutamente cosa diavolo sia. boh, non mi fido, compro qualcosa a casaccio e via.
arrivi a casa e ti leggi lo spuntino che ti sei comprato. cheppalle. magari quel GEB lì era migliore. boh.
ormai la pulce è saltata nell’orecchio. dopo un po’ di tempo te ne vai in giro su internet: wikipedia, forum, e ovviamente diamo anche un occhio su anobii. dicono tutti che è leggibilissimo, che le tematiche sono moltissime, che ci sono un sacco di bei discorsi sui paradossi che a te piacciono tanto e che il tuo amico di ingegneria ti racconta tutte le sere al posto delle sue avventure con le ragazze (infatti di ragazze non ne vede). ok, qualche metaromanzo te lo sei letto, e pure qualche libro di divulgazione scientifica scritto da ex-cannaioli o fricchettoni vari che o hanno pigliato il Nobel, oppure si sono avvicinati molto. insomma, il classico genio col cervello spappolato sotto tanto peso. e poi la foto che hai trovato di Hofstadter fa veramente spavento: quello è schizzato sì, ma nel modo giusto. e lo era pure Godel (wikipedia docet). hai voglia di un po’ di fredda chiarezza creativa nella tua mente, “L’errore di Cartesio” di Damasio ti ha fatto tornare bambino, quando volevi fare l’astronauta, con la differenza che ora vuoi fare il neuroscienziato e mettere le dita nella corteccia pre-frontale per vedere se la gente inizia a dare fuori di matto, e “Il Tao della fisica” ti ha fatto credere di aver capito tutto del mondo e dell’universo. Insomma, GEB sembra fare al caso tuo. E poi lo dice pure la gente su anobii, ecchecacchio.

Be’, la pulce che ti era entrata nell’orecchio aveva ragione.

LEGGITELO e non fiatare.

Scritto da Fenrir87

Ho appena iniziato a leggere questo saggio e devo ammetter che sembra davvero ben fatto. Scende che è una delizia e mi sento di consigliarlo. 13€ ben spesi! In verità ero in libreria per prendere il libro di Gianfranco Fini “Il futuro della libertà. Consigli non richiesti ai nati nel 1989″, ma da una rapida letta ci ho trovato troppi luoghi comuni e troppe frasi apparentemente piene di senso, ma dopo aver applicato un minimo di cervello l’ho lasciato lì virando su Noam Chomsky, che mi sembra di ben altro calibro!

Le prime 63 pagine sono molto interessanti, ruota tutto intorno alla storia degli USA, che leggendo prende forma come un paese fortemente terrorista, violento e pericoloso, ma la lucidità di Noam schiva con grande maestria le banalità inside nella teoria del complotto.

Spunti estrapolati dal libro (new)

comunismo=fascismo

La terminologia di cui ci serviamo è carica di idealogia, sempre. Scelga un termine qualsasi: se ha un senso – se non si tratta di “e” o di “o” – in genere avrà due significati, quello dato dai dizionari e quello usato nella guerra ideologica. Per cui il termine “terrorismo” indica sempre quello che fanno gli altri. Del terrmine “comunismo” si presuppone che indichi l’ “estrema sinistra”: a mio parere, indica invece l’estrema destra ed è sostanzialmente indistinguibile dal fascismo.
[pag.66]

Non possiamo dire che gli Stati Uniti si comportano come i nazisti!

Uno dei principali studi sulla guerra fredda è quello intitolato Strategies of Containment, di John Lewis Gaddis: è l’opera più importante del più autorevole storico delle relazioni internazionali, per cui vale la pena di soffermarvisi un po’. Nel discutere un tema centrale come quello delle “strategie di contenimento“, Gaddis parte da un esame terminologico. Questo esame prende avvio da un’affermazione: è vero che il termine “contenimento” è dato per scontato, ma nonostante ciò, a prescindere dalla sua effettiva correttezza, è utile adottarlo come cornice generale e struttura della discussione. E la ragione per cui è giusto adottarlo è che corrisponde alla percezione e alla convinzione dei leader americani, i quali ritenevano che le loro fossero posizioni difensive nei confronti dell’ Unione Sovietica. Per cui, conclude Gaddis, poiché tale era la percezione americana, è giusto procedere nel quadro di questo schema di pensiero.
Supponiamo che qualche storico cercasse di fare altrettanto con i nazisti. Supponiamo che qualcuno scriva un libro sulla storia tedesca e dica: <<Insomma, capite, Hitler e i suoi consiglieri ritenevano che la loro fosse una posizione difensiva>>. Il che sarebbe assolutamente vero: la Germania per loro era “attaccata” dagli ebrei. Andiamo a vedere la letteratura nazista: la cultura tedesca doveva difendersi dal virus ebraico, da quel germe maligno che divorava a poco a poco il nucleo della civiltà moderna. […] Non è uno scherzo. Per sostenerlo, avrebbero argomenti migliori di quelli che abbiamo noi contro l’Unione Sovietica. […] Bene, supponiamo che qualcuno scrivesse un libro dicendo: <<Capite, i leader della Germania nazista erano convinti di assumere una posizione difensiva contro aggressioni esterne e interne; è vero che la nostra affermazione si presta a contestazioni, ma procederemo in base a essa e vi descriveremo come i tedeschi si siano difesi dagli ebrei costruendo Auschwitz, e come si siano difesi dai polacchi e così via>>. Se qualcuno cercasse di fare una cosa simile non ci prenderemmo neppure il disturbo di ridere: ma se si parla degli Stati Uniti questa è la sola cosa che si possa dire: non solo una simile posizione è accettabile, ma ogni altra posizione è inaccettabile.
[pag.67-68]

Uccidigli la crescita e mantienilo sotto controllo

Perché dobbiamo sbarazzarci dei sandinisti nicaraguensi? In realtà nessuno pensa che si tratti di una potenza comunista che si accinge a conquistare il nostro emisfero. E’ perché stavano mettendo in atto programmi sociali che cominciavano a funzionare e avrebbero attratto altri popoli dell’America Latina che vogliono le stesse cose. Nel 1980 la Banca mondiale stimava che al Nicaragua sarebbero occorsi dieci anni semplicemente per riportarsi al livello economico che avevano raggiunto nel 1977, a causa delle vaste distruzioni perpetrate nell’ultima fase del regno di Somoza. Ma nonostante questo, il governo sandinista del Nicaragua aveva avviato un certo sviluppo economico: stava varando programmi di sanità pubblica e di assistenza sociale, e le cose per la popolazione cominciavano ad andare meglio. Ebbene, questo fece squillare i campanelli dell’allarme a New York e a Washington, come sempre accade, e abbiamo, e abbiamo dovuto fermare quel processo di sviluppo perché lanciava un messaggio <<agli analfabeti e alla gente scarsa di cervello>> in altri paesi disperati come l’Honduras e il Guatemala, affinché facessero altrettanto. Si tratta di quella che gli strateghi statunitenti chiamano “teoria del dominio” o “minaccia del buon esempio”, che porterebbe ben presto allo sgretolamento di tutto il sistema di paesi dominati dagl Stati Uniti.
[pag.70-71]

Link

Noam Chomsky – Obama – Il male minore