You are currently browsing the category archive for the ‘Poesie’ category.

Siamo mostri mascherati da brava gente e siamo così artisti del travestimento che quando ci guardiamo allo specchio spesso dimentichiamo che stiamo indossando una maschera. No un attimo. Non siamo mostri! Siamo brava gente mascherata da persona “semplice” per non ferire la sensibilità altrui. Se solo altrui avesse la forza di comprendere ed accettare senza paura la nostra complessità noi troveremo la forza ed il coraggio di togliere finalmente la maschera dal viso per mostrare la nostra vera identità.
La nostra vera identità, che poi è la stessa di qualsiasi altro perché in verità siamo tutti uguali, viviamo le stesse paure e le stesse emozioni, quello che cambia è solo il contesto, ovvero le variabili spazio e tempo. Spero che questo Carnevale vi porti il coraggio di abbassare anche solo per un attimo la vostra maschera, liberamente e pubblicamente.

Annunci

(prima di leggere si consiglia di premere play)
è la notte il momento che dedico a me stesso. Lo sguardo filtrato dalla visiera bagnata, il ticchettio delle gocce sul casco mi fa compagnia. Sulle strade della città eterna, quando è notte, passano macchine curiose di capire cose fai in quel momento tu, lì, in moto, si chiedono chi sei e perché vaghi sotto la pioggia, con il freddo che c’è. Dovrebbero saperlo che la temperatura di Roma d’inverno è calda rispetto ai paesi veramente freddi. Il semaforo diventa verde, riprendiamo ognuno la propria marcia verso i propri nidi d’amore, ma è presto per me, io volo ancora un po’, mi piace passare del tempo con me stesso quando la città finalmente si addormenta e lascia spazio al mio amato silenzio. E’ rosso. Rallentiamo fino a fermarci, sempre curiosi ci scambiamo gli sguardi tra visiera e finestrini. La curiosità mi porta ad alzare la visiera ormai appannata, ho bisogno di libertà, cerco l’immensità, alzo lo sguardo e trovo il cielo: la magia. Davanti ai miei occhi soffici gocce, come fossero neve, scendono lente sui mio volto, entrano nel casco, si posano sugli occhiali da vista, qualcuna più coraggiosa si spinge fino alle mie labbra. E’ incredibile. Non mi era mai capitato di guardare il cielo quando piove, di notte, per strada, la luce dei lampioni si propaga nell’umidità densa, come fossimo in un lungo istante surreale, onirico. Io amo, io esisto, io sono questo e questa è una parentesi di questa straordinaria notte, questa è una parentesi della mia ordinaria vita.

Sogni un ballast esterno, altrove, non posizionato nel timer, come prima avevi supposto. Ti documenti e scopri che esiste davvero un mondo, altrove, lontano dal mammut con cui stavi giocando. Armato di tester ricostruisci il circuito elettrico eliminando il timer e affidando al ballast esterno le tue speranze. I pesci ti guardano armeggiare sulle loro teste molto incuriositi, si mettono comodi come al cinema e scodinzolano felici. Contatto! Il filtro filtra ma la luce ancora manca. Bypass e nuova prolunga…e la luce arriva…timida…e si spegne fiacca dopo poco. Un ronzio mi sussurra che il problema sin da principio era il ballast, danneggiato…vecchio…da curare, ma di cui si erano perse le tracce.

Una poesia in cui il cammino diviene la meta.

Colonna sonora consigliata

Poesia

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo
né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga
che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi
penetranti d’ogni sorta, più aromi
inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
– raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

spesso mi capita di rivederti
per brevi istanti
una proiezione
inconscia dell’immaginazione
sulla mia realtà

Producevamo in Italia e ne mangiavamo i frutti in casa, stavamo bene, il PIL cresceva, il tenore di vita migliorava.

C’era il partito comunista, c’erano gli operai in lotta e gli studenti incazzati: solo qualche decennio prima alcuni loro coetanei avevano scritto l’Italia.

Sprechi, abusi e ruberie si riuscivano a nascondere bene in quel caos, non pesavano molto sulla popolazione che nel frattempo era distratta dal proprio business, casa, macchina, televisione…

I ricchi divennero ricchissimi, a livello mondiale furono accumulate ricchezze inimmaginabili nascoste dentro complesse multinazionali, con poteri sovranazionali, svincolate dal volere dei popoli, sopra le leggi e sopra ogni altra cosa potesse ostacolare la loro volontà.

Complesse teorie venivano applicate per la salvaguardia del proprio potere. L’ Istruzione fu piegata alle loro esigenze, riscrissero la storia, i canali di informazione delle persone furono trasformati nei loro uffici stampa. Censura e violenza accompagnarono l’intero processo di salvaguardia.

I rappresentanti, dei popoli più ricchi del mondo, furono invitati a sedersi a tavola per discutere le modalità di semplificazione del controllo globale. Nasce l’Europa con l’idea di costituire un’alternativa, nelle scuole è stata pubblicizzata tanto e come per magia, in un passaggio generazionale i bambini nascono e crescono già europei.

Nei giorni del G8 gli ultimi ribelli vengono massacrati ed eliminati dalla scena. C’erano suore e preti in piazza, insieme a atei e musulmani, ricordo che c’erano tutti in piazza, come nel movimento partigiano, c’era la Chiesa, ex fascisti, comunisti, operai ed imprenditori, donne e bambini atei, omosessuali, c’erano tutti nel movimento partigiano come c’erano tutti in piazza contro il G8!

Arrivano le prime leggi comunitarie. I capi dei governi per arricchirsi personalmente possono violare le leggi internazionali e comunitarie, il popolo espropriato dei propri diritti e della propria autonomia viene spremuto in nome della democrazia ormai morta, e deve pagare le multe nazionali direttamente al potere centrale comunitario.

Le ultime risorse che erano rimaste nelle mani del popolo furono strappate via con leggi elettorali e leggi nazionali di privatizzazione per impedire che il popolo potesse svincolarsi dalla morsa. Risorse preziosissime per la sopravvivenza del genere umano, come l’acqua, si trovano spesso a prezzi gonfiati del 3000%, gestiti dalle mafie con il benestare dei governi.

C’era ancora un briciolo di ricchezza da estirpare. Inizia la fase della crisi finanziaria. Lo spauracchio dello spread inizia a girare in televisione e sui giornali. I cartelloni pubblicitari cavalcano l’onda emotiva delle persone ormai in seria difficoltà per proporre di svincolarsi dalla crisi tramite superbi finanziamenti, prestiti a tassi bassi, la matematica inizia ad essere usata per ingannare la gente, “Tasso zero“, taeg e tan in percentuali diverse, su un anno a cadenza mensile, non paghi nulla, esci dalla crisi praticamente  gratis. Il popolo inizia ad indebitarsi e pian piano perde anche la casa che era riuscito a comprare durante gli anni d’oro.

La parola gratis vola al primo posto della top 10, sui motori di ricerca. La gente si sposta dai vecchi mezzi di comunicazione ormai completamente assuefatti e monopolizzati dal potere, verso internet, una rete di comunicazione nuova e ancora libera, forse difficile da controllare e da imbrigliare.

I governi più spaventati come la Cina adottano subito una censura che si vede, tangibile, i governi più complessi come gli USA o anche l’Italia, provano ad introdurre nello “Stato di Diritto” paragrafetti viziosi per iniziare a sperimentare una censura più complessa. Per ridurre al minimo il potenziale rivoluzionario rappresentato da Internet, una risposta concreta arriva  dai grandi maestri del marketing: trasformare la tecnologia in gioielli, snaturare l’informazione per trasformarla in un concetto di bellezza.

Viene reinventato il computer, diventa piccolo, funziona poco e con tante limitazioni ed il prezzo va alle stelle. Non avere il nuovo gingillo tecnologico significa essere un pezzente e così parte la corsa ai supermercati. Recenti
articoli di cronaca raccontano di veri e propri assalti ai centri commerciali, che nel frattempo hanno spazzato via i piccoli negozi, ed i negozianti ed i loro figli che rappresentavano la media borghesia nel frattempo sono diventati commessi part time, precari, stanchi e senza più la forza neanche di urlare, figuriamoci di organizzare una rivoluzione.

I prezzi lievitano a vista d’occhio, le case non si riescono più ad acquistare, si vive in tanti sconosciuti in una casa sola, le automobili non si riescono più a vendere, il pane vien venduto a 5€ al kg e 5€ è la somma di denaro che ti promettono in cambio di 1 ora di lavoro, che poi non c’è e quindi devi essere fortunato per trovarlo.

Quando trovi un lavoro lavori, ma a fine mese non sempre ci sono i soldi per pagarti. Dicono ci siano problemi di liquidità. Non siamo falliti, stiamo ancora in piedi tecnicamente, ma non si trovano più i soldi. Chi li ha presi? Dove sono?

Le banche sono pronte, tutte allineate in in attesa del segnale, un piccolo segnale dall’alto, pronte a chiudere e a spostare in una notte soltanto tutti i capitali del popolo, tutti i risparmi, tutti i sacrifici, tutti i sogni e le speranze, in un qualche paradiso, fiscale, difeso con le armi, con le leggi e con la forza del popolo stesso. Una strategia vincente, geniale. Impeccabile!

Ho solo l’invidia di non essere stato io ad aver avuto un’idea e gli strumenti necessari per attuare una mossa del genere.
Avete vinto. Bella partita.

freneticamente sto alzando ogni cosa in casa, guardo sotto ogni spigolo, apro cassetti, rovisto, scruto nell’ombra, accendo luci e focalizzo, cerco soggetti, oggetti, cerco un barlume, un raggio, una virgola o una sfumatura. Chiamo gente, faccio domande, leggo, scrivo, copio e incollo, trascino e sposto nel cestino e ancora li rovisto…e ancora cerco, ricerco ma nulla…quello spirito positivo, oggi, proprio non lo trovo, ma è qui da qualche parte, ne sono certo…

E ora godetevi un po di buona musica:

e al suo coraggio di vivere la vita a modo suo:

Dal film Hamlet, diretto da Kenneth Branagh, basato sull’omonima tragedia di William Shakespeare.

Un’arrampicata è come la vita, in salita, perché non conosco vite in
discesa.
Su, suvvia, si sale sempre, nella vita, gli ostacoli non terminano mai,
a noi è dato solo di poter scegliere il modo con cui affrontarli.
Puoi scegliere ed è questo che fa di te una persona libera, la
possibilità di decidere tu che percorso prendere per superare gli ostacoli.
Hai davanti a te diversi appigli.
Qualcuno ti potrà sembrare più solido di un altro, un altro ti potrà
sembrare più facile da raggiungere, … e tu valuti e poi decidi.
Metti una mano sull’appiglio per provarlo.
Al primo tatto l’appiglio può sembrarti diverso da come lo immaginavi,
ma non ci sono problemi, puoi scegliere di cambiarlo. Valuti quanto è
grande la differenza tra come te lo aspettavi e come in realtà è.
Dopo aver provato l’appiglio e valutata la differenza, sei libero di
cambiare o di continuare per quella via.
Le responsabilità saranno tutte tue, e questo lo sai bene.
I pensieri si confondono fra loro, inizia a mescolarsi la paura con
l’adrenalina, si incontra l’ansia del futuro con i ricordi piacevoli del
passato, e sei ancora lì, fermo, che non sai bene cosa fare, quando
farlo, … e così aspetti. Aspetti per un tempo indefinito, che non
sapresti quantificare, che nessuno potrà valutare, aspetti un tempo il
cui ticchettio può essere ascoltato solo dalla tua natura, dal tuo sesto
senso.
C’è a chi va bene il primo appiglio, c’è chi cerca qualcosa di meglio, e
in quest’ ultimo caso si corre il rischio di perdere ciò che si era trovato.
Quando sei aggrappato agli appigli che reputi giusti, con tutta la tua
forza, con tutto il tuo credo, sei solo, tu e i tuoi appigli e intorno a
te c’è il vuoto.
Quando finalmente senti che è giunto il momento, in quel momento, in
quel preciso momento, tutti i muscoli del tuo corpo iniziano a pompare
sangue dentro tutte le vene, che involontariamente si gonfiano e fanno male.
L’aria entra calda nel naso, nella bocca dopo aver accarezzato la
roccia, i polmoni immagazzinano una quantità sufficiente di aria per cui
il tuo cervello può alleggerirsi di alcuni pensieri. La mente si
sgombra, il coraggio sale, la paura svanisce, l’adrenalina è alle porte,
bussa, tu la apri, e lei entra furiosa, lo scatto, poi un altro, ti
appoggi al volo al nuovo appiglio e sei lì, immobile, ad aspettare. E’
tutto fermo ora, tu ti reggi forte, i brividi di felicità percorrono la
tua pelle come una grossa ola. Respira, lascia che i muscoli si
rilassino, il sangue pian piano defluisce, la pressione torna ai suoi
valori normali. Ce l’hai fatta, hai superato un ostacolo.
Ora che sei aggrappato ai nuovi appigli però, non è finita, hai ancora
tutta la vita davanti, nuove distanze da coprire ti aspettano.
Insomma non hai finito, fortunatamente per te tutto si ripete,
inesorabile, e in questo ciclo, che la vita trova il suo senso, un moto
armonico che scandisce il tempo, con una relatività tale per cui tutti
lo possono assaggiare, anche tu, come è successo oggi per me.